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A Trinitapoli la storia sotto i nostri piedi

Le grandi masse conoscono la Puglia per le sue coste e per il suo mare. Ma al suo interno questa regione racchiude bellezze e tesori inestimabili ancora sconosciuti e da scoprire.  Perciò è stato emanato il "bando POR Puglia Asse VI – Azione 6.8, per promuovere le destinazioni turistiche della Regione Puglia".

Una di queste destinazioni è Trinitapoli, fino al 1863 chiamata Casaltrinità, comune della provincia di Barletta-Andria-Trani, ma fno al 2004  compreso nella provincia di Foggia 
Alle origini di Trinitapoli vi è la Ecclesia Sancte Trinitatis, citata in una Bolla pontificia del 1186. È una di quelle chiesette rurali sorte nei primi secoli dopo il Mille, quando l'espansione economica e demografica portò ad un maggiore popolamento delle campagne. 

La denominazione di Trinità deriva dal fatto che la chiesa sorse in un territorio denominato locus Trinitatis nelle fonti, appartenente all'abbazia garganica della Trinità di Monte Sacro. Attorno alla chiesa, probabilmente costruita dai benedettini dell'Abbazia di Monte Sacro, di cui si possono vedere ancora oggi i ruderi,  andò ad aggregare il Casale della Trinità, cioè un borgo rurale, che attinse la denominazione dalla stessa chiesa. Quest'ultima veniva a trovarsi lungo uno di quei tratturi battuti dai pastori transumanti d'Abruzzo, alcuni dei quali cominciarono a stabilirsi definitivamente nel Casale, incrementandone la popolazione. E oggi a Trinitapoli esiste ancora una via della Transumanza. 

In questo terrtorio sono approdate importanti università ad indirizzo archeologico: da qualche anno all'Università di Foggia si è affiancato con grande entusiasmo un team di studiosi della McGilly University di Montreal e di quelle del Michigan e North Carolina che lavorano sulle tracce delle due città antiche: quella romana e quella medievale. Il primo nucleo del borgo fu creato dai Salpi, ma fu presto abbandonato perché divenuto zona malarica. 

La professoressa canadese Darian Totten ha affermato di voler scoprire il Castrum Medievale di Salpi. In questa zona umida sono stati  trovati monete e mosaici molto interessanti, ancora non visibili perché in restauro. Grazie al Comune di Trinitapoli  ogni anno vengono ospitati  gruppi di studenti per effettuare campagne di scavo.

Trinitapoli sorge su un territorio pianeggiante e i  luoghi storico-archeologici di quest'area sono affascinanti. Il Parco Archeologico di Trinitapoli nasce attorno a due ipogei: l’Ipogeo dei Bronzi e l’Ipogeo degli Avori. Gli Ipogei sono dei templi sotterranei in cui si svolgevano riti sacri di carattere propiziatorio. Scavati nella roccia calcarea servivano per riti collegati alla caccia e alla fertilità del raccolto e in seguito furono riutilizzati come sepolture collettive. In ognuno dei due ipogei sono state rinvenute circa 200 sepolture tra adulti e bambini di entrambi i sessi, inumati in posizione fetale e accompagnati da ricchi corredi funebri. L'elevato numero di sepolture rende l'area una vera e propria necropoli, molto vasta,  unica in Italia tra i rilevamenti riguardanti l'età del Bronzo. Purtroppo una gran parte di queste sepolture si trova sotto le abitazioni.

L'architettura ipogeica ricorda  secondo gli studiosi  strutture micenee realizzate in Grecia nello stesso periodo. L'accesso è costituito da un "dromos", stretta e ripida rampa a cielo aperto a cui segue uno stretto corridoio sotterraneo, lo "stomion". La grande sala principale presenta al centro della volta un'apertura circolare per l'aerazione e la fuoriuscita del fumo.

Al Museo Civico Archeologico è possibile ammirare i resti della “Tomba dei giganti” e della “Signora delle ambre”. Reperti che permettono di ricostruire l’immaginario religioso delle antiche genti attraverso l’esame dei resti degli animali sacrificati, le suggestive cerimonie di consacrazione e  corredi funerari. Nel Museo Civico è esposta anche la Tavola di Trinitapoli, contenente la pubblicazione di un atto normativo indirizzato da Valentiniano I a Sesto Claudio Petronio Probo, prefetto del pretorio per l’Italia.

La zona umida di Margherita di Savoia ha un grande valore ambientale, tanto da essere  zona protetta dalla convenzione internazionale firmata a Ramsar, la più estesa della Puglia e seconda in Italia, dopo quella delle Valli di Comacchio. Qui il centro di documentazione Casa di Ramsar oltre a svolgere il ruolo di vedetta, organizza attività di educazione ambientale, escursioni e birdwatching.

La pista ciclabile  lunga 5 km che unisce Margherita di Savoia a Trinitapoli, è pianeggiante e quindi non richiede particolari sforzi, attraversando tutta la zona umida delle saline, in un paesaggio unico tra fenicotteri e montagne di sale. Non può mancare una visita alle cantine del luogo, produttrici del Nero di Troia. La Biocantina Giannattasio lo produce con metodo biologico nei suoi 14 ettari da cui escono ogni anno 40.000 bottiglie. 

Altra importante realtà vinicola è la Cantina Casaltrinità, col suo marchio ispirato alla  Croce dei Cavalieri di Malta  che sostavano qui alla Chiesa di Sant'Anna per onorare la reliquia . I suoi 200 soci rappresentano un distretto agricolo da 200 ettari di vigneti compreso tra gli agri di San Ferdinando, Cerignola, Trinitapoli e Foggia. 

L'olio extravergine d'oliva e' il prodotto principe dell'oleificio Da.Vi.Ol.

L'ottima cucina locale si può gustare a Trinitapoli al ristorante Corte Maria, di recente apertura con deliziosi menù di terra e di mare, mentre il pesce è il piatto forte del ristorante Torquemada Beach di Margherita di Savoia. 

L'hotel Airone offre una gradevole accoglienza a chi decide di visitare questa città. 

Nicoletta Curradi
nicolettacurradi@yahoo.it



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  • Oriundi

    Giornalismo fatto con passione