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Stile americano anni '50 per una ristorazione a 360 gradi a Firenze

Il ristorante 1950 American Diner di Firenze ha cambiato casa, trovando spazio in via Nazionale, angolo via Guelfa, a due passi dalla stazione di Santa Maria Novella, in uno spazio da 1000 mq e 300 coperti, distribuiti su due livelli.Si tratta del nono locale della famiglia Tramonti-Menta, aperto nel giro di pochi anni e del più grande della serie. 

Fin qui il record era detenuto dal primo nato di Calenzano, con i suoi 800 mq, a cui sono seguite le aperture di Pontedera, Forte dei Marmi, Poggibonsi, Figline Valdarno, Livorno, Parma e infine la prima sede fiorentina, in via del Moro, abbandonata per carenza di spazio. Che nel nuovo ristorante non manca di certo.Il nuovo 1950 American Diner di Firenze è dotato di doppia cucina, di cui una specificatamente per servire il Burritos Bar che si apre su via Nazionale e il reparto caffetteria, destinato a colazioni (in pieno stile stelle e strisce) e streetfood, con un suo menu di burger e appetizer da ordinare al volo e portare via o consumare comodamente al tavolo o al bancone. 

Una delle sale, infatti, è pensato come unacaffetteria americana, con svariati tipi di caffè, cappuccini, mocaccini e milkshake disponibili in diverse “taglie” a seconda del bisogno di zuccheri e di caffeina. Qui la domenica si può gustare un vero brunch all’americana, con tanto di pancake, uova strapazzate, bacon, pane tostato, ma anche golosissimi brownies, cupcakes e tutto ciò che viene in mente pensando alla colazione Made in USA. 

Novità appena introdotta: il brunch vegano della domenica, con piatti realizzati dallo chef fiorentino Cristian Giorni, premiato dal Gambero Rosso. Sono sempre disponibili, inoltre, le alternative gluten free, compresa la birra. Il ristorante, infatti, è certificato dall’AIC. C’è spazio anche per un angolo dedicato al merchandising dove acquistare i capi della linea personalizzata e gadget ispirati al boom del Dopoguerra.Al centro della sala ristorante, invece, si trova un privé allestito come un’officina vintage, prenotabile per eventi, compleanni o cene di gruppo. Per restare in tema, sospesa sopra al bancone del secondo bar c’è una vera Cadillac dell’epoca, volutamente non restaurata, mentre sul palco si esibiranno dal vivo una serie di band, per ricreare la colonna sonora intonata. 

Ancora da definire nomi e date che da gennaio 2017 animeranno il cartellone. Ma qualche punto fermo c’è già: una sera la settimana, ad esempio, sarà una scuola di ballo swing a fare propria la scena, coinvolgendo il pubblico in scatenatissimi balli. L’area bimbi, in una sala collegata, è arredata come un American Diner in miniatura, con mini-panche imbottite, tavoli a misura di bambino, piscina di palline in cui tuffarsi e perfino un gonfiabile da scalare. L’area sarà sempre presidiata da personale dedicato, per permettere ai genitori di mangiare in completa tranquillità. In particolare nel weekend si alterneranno educatori e animatori esperti. Il mini-Diner può essere noleggiato per feste di compleanno e baby-party. 

Ad intrattenere i mini-clienti ci penserà anche Burghy, la mascotte di 1950 American Diner: una tartaruga gigante (2 metri e mezzo di altezza) con un burger al posto del guscio.Per i grandi, invece, c’è la Sporty Room, con mega schermi e divani per seguire tutti gli sport a stelle e strisce, dal rugby a baseball e basket, ma anche le nostrane partite di calcio. Qui c’è posto anche per biliardi, flipper e freccette, in pieno stile Fifties.

“Dopo la fine della seconda guerra mondiale — spiega Tristana Tramonti, titolare e ideatrice del format — i diners nacquero con la filosofia di reagire al periodo di austerity e grande tristezza che il conflitto aveva portato nella società, così tutto fu concentrato sulla gioia di vivere, sulla spensieratezza e il ritrovato piacere di trascorrere del tempo insieme gustando un mega hamburger e un milkshake al cioccolato, ascoltando Big Joe Turner, Chuck Berry e Elvis Presley. La nostra idea è quella di dare un segnale positivo, tirare su il morale visto il momento grigio che il nostro Paese e tutta l’Europa stanno attraversando. Un po’ di gioia per le nuove generazioni che vivono questi tempi piuttosto bui”.

Tra le novità sul menu alcuni nuovi panini come il Chilibomb, con manzo, cheddar, chili con carne, il piccantissimo jalapeno e cipolla di Tropea, o il Rocky Mountains Chicken Buns, panino ai cereali farcito con filetto di pollo marinato e arrostito, fonduta di formaggi misti, spinaci, rostì di patate, smoky bacon, cipolle dolci caramellate, funghi trifolati, un velo di crema al tartufo, onion flakes e maionese. 

Ma anche gradite conferme, come i best seller Nicky’s Beef Burger, 250 gr di manzo impastato a mano, insalata, tartufo nero d’Abruzzo, tomino piemontese fuso e gocce di miele, o il 1950 Doc Beef Burger, cucinato in pietra lavica, con mozzarella di bufala, insalata, pomodori e basilico, e i tipici american dishes come le costolette di maiale in salsa bbq, le alette di pollo e il doppio hot dog. Verranno inoltre introdotte tutte le carni alla griglia, come ilTenderloin, tenero filetto di manzo grigliato, servito con patate fritte e salsa Jack Daniel’s, il New York Strip, confrofiletto con patate o verdure grigliate, o le American Ribs, costolette giganti di maiale alla griglia con salsa bbq e french fries. Tutte le carni, da quelle per i buns a quelle alla griglia, sono rigorosamente fresche e provengono da macellerie locali. Ma c’è anche un menu light, pensato per chi sta attento alla linea o desidera un pranzo più leggero prima di tornare a lavoro, con hambuger da 150 gr al posto dei classici 230 gr e buns al carbone vegetale, anche in versione completamente veg.

Largo poi allo streetfood, con le nuove specialità tex mex come taco di pollo, chili burrito, fajitas e nachos bites, ma anchebagels – le ciambelline salate ripiene – sandwich e insalate. Da bere, oltre a caffè e milkshake stile Usa, birre, vino e la miticaDr. Pepper, introvabile altrove. E poi una vasta scelta di dolci, dal cheesecake al waffle passando per i classici della colazione all’italiana, come sfoglie e cornetti. Il nono 1950 American Diner, infatti, resterà aperto tutti i giorni dalle 7 di mattina alle 11 di sera e prevede di lavorare a pieno ritmo durante tutte le fasce orarie. Tant’è che la brigata di sala e di cucina è più che mai folta. Manca solo Elvis, anzi c’è anche lui: la statua a grandezza naturale che presidiava il locale in via del Moro ha traslocato qui insieme ai cimeli conservati nel primo locale fiorentino e tutto il personale assunto.

Nicoletta Curradi
nicolettacurradi@yahoo.it
 



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  • Oriundi

    Giornalismo fatto con passione