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quinta-feira - 29/07/2010
Chiesta la proroga dei termini per presentare le domande, che scade il prossimo 20 dicembre 2010
Nella sede del Circolo Trentini di Toronto, ai piedi del coloratissimo murale realizzato nel 2008 dall’artista lavisana Paola de Manincor, si sono conclusi iere (28) i lavori della Consulta provinciale per l’Emigrazione, convocata a margine della Convention ITTONA che per la diciannovesima volta ha riunito i Circoli dei Trentini del Nord America.
Alla presenza di Carlo Basani, dirigente generale della Provincia competente in materia di emigrazione, e delle due funzionarie dell’Ufficio emigrazione Francesca Baldessarelli e Martina Saltori, i dodici Consultori - che sono poi i rappresentanti della Provincia autonoma di Trento nelle diverse aree geografiche del mondo in cui sono presenti comunità di discendenti degli emigrati trentini- e i due Consultori indicati dal Consiglio provinciale, Gianfranco Zanon e Claudio Civettini, hanno sottoposti ad esame e a uno scambio di informazioni e di idee i diversi problemi legati allo status di “emigrato trentino nel mondo”. Presenti anche il presidente e la direttrice della Trentini nel Mondo, rispettivamente Alberto Tafner e Anna Lanfranchi.
La doppia cittadinanza, gli interscambi giovanili, i soggiorni formativi, i rimpatrii temporanei e quelli definitivi, le borse di studio sono stati i temi discussi. Fra tutti, quello della doppia cittadinanza ha richiesto un’approfondita analisi, compiuta con l’aiuto dell’avvocato Lara Olivetti, consulente legale dell’Associazione Trentini nel Mondo.
Tutti hanno sollecitato la disponibilità dei parlamentari trentini perché si facciano carico di fare pressioni sul governo centrale perché proroghi i termini per la presentazione delle domande da parte dei Trentini che devono dimostrare una discendenza prima dell’annessione del Trentino all’Italia. La scadenza, infatti, è fissata per il prossimo 20 dicembre 2010, ma interpretazioni contraddittorie della legge n. 379 che riconosce la cittadinanza italiana agli emigrati e ai loro discendenti che ne hanno diritto, hanno creato e stanno creando non solo confusione e smarrimento nelle comunità, ma anche evidenti ingiustizie e disparità di trattamento.
A questo proposito i due consiglieri provinciali Zanon e Civettini si sono immediatamente resi disponibili per contattare i parlamentari trentini: pur senza farsi eccessive illusioni, anche la Trentini nel Mondo ha già avviato contatti con i rappresentanti politici trentini di tutti i partiti. La proroga - se non addirittura, come alcuni vorrebbero, la cancellazione dalla legge di qualsiasi riferimento a scadenze temporali per richiedere la doppia cittadinanza sulla base di documentate discendenze anche prima del 1920 – sanerebbe una situazione di gravi ed evidenti discrepanze testimoniate dai singoli Consultori per la propria area geografica di pertinenza.
Se, ad esempio, in alcuni Paesi non ci sono problemi eccessivi per richiedere il riconoscimento della cittadinanza italiana, in altre situazioni i Consolati italiani rispondono alle richieste con interpretazioni più o meno restrittive a seconda dei paesi o a seconda del momento. All’inizio – la legge 379 è del 2000 – il riconoscimento era relativamente veloce; oggi pastoie burocratiche stanno creando situazioni di ingiustizie e di disagio nei discendenti trentini.
“Prendiamo atto dell’impegno dei due consiglieri provinciali che fanno parte della Consulta per l’Emigrazione – ha concluso Basani - e ricordiamo anche l’impegno che ha preso ieri il presidente Dellai. Pur senza illuderci eccessivamente e, anzi, con un atteggiamento realistico, rimaniamo in attesa delle novità che potranno venire”.
Per quel che riguarda il tema degli interscambi giovanili, che vedono un gran numero di domande (140 nel 2010) a fronte dei 22 nominativi scelti per partecipare alla riuscitissima esperienza dello scambio di ospitalità tra giovani trentini provenienti dalle comunità di emigrazione e giovani residenti in Trentino, la richiesta è stata quella di aumentare questa possibilità di scambi. “Stiamo costruendo una preziosa ma importantissima rete di giovani – è stato detto - ed è sempre più difficile spiegare le esclusioni”.
Un’altra iniziativa che sta ottenendo un grande successo è quella dei soggiorni formativi per giovani che intendano acquisire esperienza in tema di gestione delle comunità. Ma se finora i soggiorni la Provincia li ha sempre organizzati in Trentino per giovani provenienti dai Paesi di emigrazione, l’Argentina quest’anno si sta preparando a ospitare un progetto “pilota” che vedrà venticinque operatori socio-culturali partecipare a un soggiorno educativo nel grande Paese latinoamericano di lingua spagnola, animato da docenti provenienti dal Trentino. Esperienza, questa, che se darà buoni frutti potrà essere replicata anche in altri Paesi, sulla base naturalmente di progetti ben precisi e accuratamente modulati.
Il tema dei rimpatri ha occupato una parte considerevole del tempo a disposizione dei Consultori. Se infatti, per i rimpatri definitivi – per i quali la Provincia ha previsto un contributo del 90% sulle spese di viaggio per il rientro e per il trasporto in Trentino degli effetti personali – non esistono problemi importanti se non una particolare attenzione per supportare i rientranti non solo da un punto di vista materiale ma anche psicologio-ambientale, diversa è la situazione per i rimpatri temporanei.
Si tratta di un intervento della Provincia che c’è sempre stato e che prevede un aiuto per rendere possibili i rientri in Trentino da parte di anziani che desiderano vedere o rivedere i luoghi di origine. Per evitare comunque spiacevoli episodi di abuso – questa provvidenza infatti non costituisce un “diritto”, ha sottolineato Carlo Basani, ma è solo un venire incontro alla legittima richiesta di quanti non avrebbero altrimenti la possibilità di conoscere il Trentino o di vederlo spesso per la prima e magari ultima volta, i Consultori hanno convenuto sulla necessità di porre dei paletti, di fissare dei criteri e dei filtri che, con il contributo anche dei Consultori stessi, consentano di fare delle graduatorie di quanti hanno diritto ogni anno ad usufruire di queste provvidenze.
Infine per quel che riguarda le borse di studio per giovani oriundi trentini che intendano avvalersi delle opportunità offerte dall’Università di Trento (ma anche di altre università italiane, laddove si intenda frequentare corsi non presenti in Trentino), i Consultori sono stati informati che si stanno riducendo i contingenti per coloro che non sono in possesso della cittadinanza italiana e anche per la frequenza delle lauree specialistiche. Per quel che riguarda invece le borse di studio per la frequenza di master e di dottorati di ricerca, sono in corso proficui contatti con l’Università di Trento, in merito ai quali nel prossimo mese di settembre verranno fornite informazioni più precise.
Le conclusioni le ha quindi tirate Carlo Basani che, dopo essersi complimentato con l’efficienza organizzativa dimostrata dalla Consultrice canadese Lucia Flaim, ha avuto parole di compiacimento per l’impegno, la competenza e la passione dimostrata da tutti i Consultori. “Se il mondo dell’emigrazione trentina è oggi portato ad esempio per organizzazione, per inventiva e per capacità di mettersi in rete, il merito va senz’altro diviso tra la ‘squadra’ dei Consultori e la ‘squadra’ che da Trento, dall’Ufficio emigrazione, fa opera di regia e di sinergia con la Trentini nel Mondo e con l’intero mondo associativo che anima e gestisce un’attività ricca, variegata e unificante.”
Redação revista eletrônica Oriundi
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