31 Ottobre 2014 -  Brasile 19:59 - Italia 0:59
Cercare:
   Tempo   amici
Oriundi
Edulingua 2014
   Home    | Newsletter    | Contatti    | Anuncie/Pubblicità Twitter Twitter    Facebook Facebook    RSS RSS  
EDULINGUA 2014
Comportamento   
Come Internet ha cambiato la vita quotidiana in Italia [it]
Giovedì - 14/07/2011

L’88% dei giovani sta su Facebook. Il 37,9% degli italiani usa il web per trovare le strade (il 60,5% nelle grandi città), il 22,5% per le operazioni bancarie, il 19% per fare acquisti, il 18% per prenotare un viaggio, il 41% dei disoccupati per cercare lavoro. Ma una persona su due teme il potere di omologazione della rete, che appiattisce la creatività e crea conformismo.

Social network: una popolarità inarrestabile. Il 67,8% degli italiani conosce almeno un social network, quota che sale al 91,8% tra i giovani (14-29 anni), ma si attesta comunque al 31,8% tra gli over 65 anni. Si tratta complessivamente di 33,5 milioni di persone, in crescita rispetto ai 32,9 milioni del 2009. Il più popolare è Facebook (noto al 65,3% della popolazione) insieme a YouTube (53%), seguono Messenger (41%), Skype (37,4%) e Twitter (21,3%). Ed è esploso il dato che riguarda i veri e propri utenti: i social network più utilizzati sono YouTube (dal 54,5% degli italiani che accedono a Internet, l’86,5% dei giovani) e Facebook (dal 49%, l’88,1% dei giovani).

Quotidianamente immersi nel web. La funzione di Internet maggiormente utilizzata nella vita quotidiana, direttamente o per interposta persona, è quella che permette di trovare strade e località: il 37,9% lo ha fatto almeno una volta nell’ultimo mese, grazie anche a smartphone e tablet, specie nelle grandi città (il dato sale al 60,5% nei centri con più di 500mila abitanti). Al secondo posto, ascoltare musica (26,5%). Anche l’home banking ha preso piede nel nostro Paese: lo svolgimento di operazioni bancarie tramite il web viene al terzo posto tra le attività maggiormente svolte (22,5%). Fare acquisti (19,3%), prenotare un viaggio (18%), comprare un libro o un dvd (6,2%) sono attività che non coinvolgono ancora quote massicce di utenti di Internet. Sbrigare pratiche con uffici amministrativi (9,7%) o prenotare una visita medica (3,9%) sono modalità ancora poco praticate dagli internauti. Se poi la ricerca di un lavoro attraverso la rete non interessa gli anziani (1,1%) per ovvie ragioni, il dato rilevato a livello nazionale è pari al 12,3%, che sale al 41% tra i disoccupati. Infine, effettua telefonate attraverso Internet (tramite Skype o altri servizi voip) il 10,1% degli italiani che si connettono, soprattutto i giovani (14,8%) e le persone più istruite (14,5%).

Vizi e virtù della rete secondo gli italiani. L’83,8% riconosce a Internet il merito di permettere a chiunque di esprimersi liberamente (il dato sale al 94,1% tra i giovani). Ma l’83,3% lamenta il fatto che nel web circola troppa «spazzatura», riferendosi a blog e video fatti in casa. La rete è comunque un potente mezzo al servizio della democrazia (secondo il 76,9%, e il dato sale all’82,9% tra i giovani e all’81,2% tra i soggetti più istruiti). Ma non mancano i giudizi negativi. Internet genera una cultura troppo superficiale per il 50,9% e appiattisce la creatività delle persone per il 47,8%, che sottolinea il potere di omologazione e conformismo della rete.

Chi deve pagare per garantire l’indipendenza e la qualità dell’informazione sul web? L’accesso a tutti i contenuti su Internet deve essere gratuito secondo il 78,8% del campione (tra i giovani si arriva all’87,2%). Il 25,2% invece ritiene giusto pagare per i contenuti di qualità. Ma allora chi paga per garantire l’indipendenza e la qualità dell’informazione sul web? Per il 39,1% la forza della rete è la piena libertà dell’utente, quindi tutto deve restare gratis, anche l’informazione. Per il 35,8% gli editori possono già contare sugli introiti pubblicitari. Al contrario, il 15,4% trova giusto pagare per i contenuti d’informazione di qualità disponibili nel web per non sottrarre risorse alla professionalità. Il 9,6% lo ritiene giusto nella consapevolezza che la libertà di espressione dipende anche dai bilanci sani degli editori.

Questi sono alcuni dei principali risultati del 9° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione, promosso da 3 Italia, Mediaset, Mondadori, Rai e Telecom Italia, presentato oggi a Roma presso la Sala Capitolare del Senato da Giuseppe De Rita e Giuseppe Roma, Presidente e Direttore Generale del Censis, e discusso da Andrea Melodia, Presidente dell’Ucsi, Cesare San Mauro, Presidente dell’Advisory Committee di 3 Italia, Maurizio Costa, Amministratore Delegato di Mondadori, e Paolo Garimberti, Presidente della Rai






Rivista digitale Oriundi


commenta questa notizia
É vedada a publicação de termos ofensivos ou de mensagens de cunho publicitário. Comentários com essas características serão excluídos pela administração do site.
Nome:
E-mail:
Seu comentário:
Digite o código que você vê na imagem abaixo:

Reload Image


Não há comentários
Comportamento

L'onestà non è tutto [it]

Pasqua: 1 italiano su 3 in viaggio dai parenti [it]

Rapporti di coppia: la coerenza paga sempre [it]

Italiani, quanto siamo intolleranti? [it]

Gioco d'azzardo, la situazione in Emilia-Romagna [it]

Matrimoni. Aumenta l'età media degli sposi: quasi 40 per lui, 36 e mezzo per lei [it]

+ Comportamento >>