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A Gubbio, nella verde Umbria, protagonisti natura e ambiente

Parlare della natura in tutte le sue fome, dal rischio idrogeologico e le emergenze fino alla bellezza del paesaggio e al turismo della percorrenza lenta sui sentieri italiani, per tutelare l’ambiente e diffondere una cultura dell’ecologia. L’associazione Greenaccord onlus, che ha organizzato a Gubbio il Forum dell’Informazione per la Custodia del Creato, attribuisce  i premi giornalistici "Sentinella del Creato" a giornalisti che si sono distinti per la sensibilità nei confronti dei temi ambientali. Il 2 settembre, al termine del secondo giorno di cammino del pellegrinaggio a piedi Assisi - Gubbio “Il Sentiero di Francesco” e in chiusura del Forum dell’informazione cattolica, si è svolta la serata “Sentinella del Creato”, un talk condotto dal giornalista Rai Roberto Amen, al quale hanno preso parte ospiti del mondo ecclesiale, culturale, artistico e socio-politico. C'è stato un dialogo tra l'attore, musicista e scrittore Moni Ovadia e il vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana per l'Italia centrale, mons. Mario Meini. 

Durante la serata Grenaccord onlus ha con­segnato i premi giornalistici "Sentinella del Creato", per l’attenzione e la sensibilità alle tematiche dell’ambiente, a Benedetta Rinaldi (conduttrice de “La Vita in Diretta Est­ate”), Isabella Di Chio (giornalista Tgr Rai del Lazio), Roberto Mazzoli (direttore de “Il Nuovo Amico” della Diocesi di Pesaro) e Roberto Moncalvo (presidente Coldiretti). In quest’occasione, la Diocesi di Gubbio ha consegnato  allo stesso presidente di Coldiretti,  Moncalvo, che a soli 33 anni è stato il più giovane presidente tra tutte le associazioni di impresa e dei lavoratori, anche il premio “Lupo di Gubbio" per la riconciliazione con il Creato.

Si è tenuto a Gubbio il  XII Forum della stampa cattolica, organizzato da Greenaccord Onlus e Diocesi di Gubbio, inserito quest’anno nel programma della nona edizione del pellegrinaggio da Assisi a Gub­bio “Il Sentiero di Francesco” svoltosi nei giorni 1-2-3 settembre 2017, organizzato dalla Diocesi di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino e da quella di Gubbio, in collaborazione con la Conferenza Episcopale Umbra, con le Famiglie francescane e le istituzioni locali, in occasione della Giornata nazionale per la Custo­dia del Creato della Conferenza Episcopale Italiana. Un vero e proprio “pellegrinaggio dell'informazione” tra Assisi e Gubbio che vedrà coinvolti ottanta giornalisti in occasione della Giornata nazionale per la Custodia del Creato.  

Gli operatori della comunicazione hanno partecipato a tre giorni di incontri con esperti e relatori di alto livello per discutere sul ruolo dell'informazione per rilanciare un territorio dopo un'emergenza drammatica come quella di un terremoto. Intanto il primo giorno  i giornalisti sono diventati pellegrini sul Sentiero di Francesco, con partenza dal santuario della Spoliazione di Assisi in direzione di Va­lfabbrica, per la presentazione prima dell’”Ippovia Slow sul­la Via di Francesco”, e poi verso Gubbio per l’apertura dei lavori del Forum. «La comunicazione post emergenza richiama necessariamente il giornalismo di prossimità, fatto di incontri, di volti, di storie, di racconti di rinascite: un giornalismo “viandante” che visita e che si stacca dalla scrivania della redazione e dallo scorrere le agenzie di stampa. 

Francesco d’Assisi che si spoglia, prima di intraprendere il suo “cammino” da Assisi verso Gubbio, ci insegna e ci ricorda che l’esperienza del cammino ci mette a nudo e ci rende vulnerabili ma questa è la condizione migliore per l’incontro vero e profondo con gli altri e con il cre­ato», commenta Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord. La tergiorni si chiude  nel primo pomeriggio della domenica con una simpatica curiosità internazionale: il tentativo, da parte di un pellegrino spagnolo, di battere il Guinness World Record per "la credenziale col maggior numero di timbri al mondo".

 Gubbio, antica città medievale, vanta origini che risalgono al culmine della civiltà umbra, come testimoniano le Tavole Eugubine, sette tavole bronzee scritte in lingua umbra conservate presso il locale Museo civico Palazzo dei Consoli, ebbe dai Romani il nome di Iguvium e poi Eugubium. Distrutta dai Goti (552), ai quali subentrarono prima i Bizantini (592) e poi i Longobardi (772), risorse nell'XI secolo, quando si costituì come libero Comune.  

Nel XII secolo Gubbio, con la guida spirituale del vescovo Ubaldo vinse una guerra contro Perugia ed altre città vicine. Grazie alla sua florida attività manifatturiera, specializzata in maioliche, raggiunse il massimo splendore nel XIV secolo, periodo in cui si arricchì di monumenti e assunse il caratteristico impianto medievale che ancora oggi la caratterizza. Dal 1384 divenne parte del Ducato di Urbino e con questo passò alla Chiesa nel 1631.Architettonicamente rappresenta il capolavoro della civiltà medievale e della società due-trecentesca, articolata nelle corporazioni di arti e mestieri.

All'inizio del XIV secolo risale la costruzione del complesso urbanistico di palazzo dei Consoli,  della piazza pensile (piazza Grande) e del palazzo Pretorio, oggi sede del Municipio. Da ricordare inoltre palazzo Beni, palazzo del Bargello con la famosa fontana detta "dei Matti", e palazzo del Capitano del Popolo. Di linee rinascimentali il palazzo Ducale, quasi certamente progettato da Francesco di Giorgio Martini, che documenta il fulgido periodo vissuto sotto la signoria dei Montefeltro.

Di grande interesse anche la Cattedrale (XII secolo), dedicata ai Santi Mariano e Giacomo, Santa Maria Nuova, al cui interno si trova la Madonna del Belvedere di Ottaviano Nelli, la chiesa di Sant'Agostino (XIII secolo) appena fuori le mura, San Pietro e la chiesa di Sant'Andrea o Monastero di San Marziale. La chiesa di San Domenico fu costruita dai Domenicani insediatisi nel vicino convento all'inizio del XIV secolo, sulla più piccola chiesa di San Martino, già esistente nel 1180.

Nicoletta Curradi
ncurradi63@gmail.com

Fabrizio Del Bimbo
press012016@outlook.it



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  • Oriundi

    Giornalismo fatto con passione