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Il Rinascimento: Unione Italiani di Lima

L’Associaizone Unione Italiani di Lima, col Presidente Dr. Alessio Lodes, coadiuvato dalla studentessa di seconda liceo scientifico del Liceo Antonio Raimondi italiano paritario, Daniela Padilla, Il 19 dicembre scorso, in occasione della chiusura dei lavori per l’anno sociale 2019 hanno presentato una disquisizione sul Rinascimento.

All’evento hanno preso parte anche le studentesse del gruppo di studi italiani-classici Sophia: Anna Maria, Mariella e Isabel, che assieme ad altri membri della UIL hanno anche degustato un capuccino e caffe’ italiano presso il locale Mangos, a Larco Mar a Lima.

Il Presidente Dr. Lodes, dopo aver fatto una sintesi sulle attivita’ svolte dall’Unione Italiani di Lima, ha tracciato un quadro sintetico ma esaustivo dei caratteri generali dell’Umanesimo per arrivare al Rinascimento vero e proprio.  «Ciò che l'occhio è per il corpo, la ragione lo è per l'anima». Con queste poche parole l'umanista olandese Erasmo da Rotterdam rese chiaro il senso di un fenomeno culturale, l’ Umanesimo, che durante il Quattrocento rimise al centro la capacità di ragionare dell'uomo non dimenticando i valori cristiani.  L'origine del vocabolo "Umanesimo" prende il nome da humane litterae, le discipline letterarie, storiche e filosofiche tipiche dell'uomo su cui posero l'attenzione gli studiosi del Quattrocento, che riportarono alla luce e reintrodussero nella cultura occidentale i classici latini e greci rimasti sepolti per secoli nelle biblioteche dei monasteri e nell'Impero bizantini. Gli elementi che favorirono la nascita e lo sviluppo dell’Umanesimo in Italia furono: 

• Le città dell'Italia centro-settentrionale, e in particolare Firenze, erano caratterizzate da vitalità economica e culturale

• La presenza di numerose biblioteche, monasteri e università dove erano conservati i testi antichi

• La formazione giuridica di molti intellettuali, basata sullo studio del diritto romano, che aveva reso familiare il mondo antico.

In una prima fase la riscoperta del mondo classico si concentrò sulla romanità. La riscoperta del greco, rimasto sconosciuto a gran parte dei letterati latini, iniziò solo verso la fine del Trecento quando, dall’Impero bizantino, arrivarono studiosi conoscitori della lingua.     

Dopo il Concilio di Firenze del 1439, il vescovo greco Giovanni Bessarione, fu ospitato a Venezia e portò con sé una grande collezione di libri scritti in greco: si diffusero così le opere di autori come Omero, Tucidide e Sofocle, che fino a quel momento erano stati conosciuti solo attraverso le traduzioni latine e arabe. A Venezia arrivarono anche gli scritti di Platone, tradotti dall'umanista Marislio Ficino a partire dal 1462.

Dopo questa intoduzione ha preso la parola Daniela Padilla, che e’ partita dalla descrizione del famoso affresco “la scuola di Atene” di Raffaello, conservato nei Musei Vaticani. L’opera rappresenta alcuni dei più importanti filosofi della storia. Nell’eseguire quest’opera tuttavia, Raffaello non si accontentò di prendere dei modelli ma utilizzò le fisionomie di alcuni dei personaggi più celebri della sua epoca e li traspose in chiave “filosofica” a seconda delle inclinazioni di ciascuno. Il personaggio di Euclide, viene rappresentato con  le fattezze del suo grande amico Bramante, intento a tracciare un disegno geometrico in terra. Poco più sulla destra, invece, Leonardo da Vinci gioca il ruolo di Platone e, al centro della scena, un po’ isolato sulla sinistra, sotto le spoglie di Eraclito, troviamo Michelangelo Buonarotti Quest’ultimo é raffigurato in una posa piuttosto imbronciata e nell’atto di reggersi la testa con la mano, completamente estraneo a tutto ciò che gli è intorno.

La Padiglia ha poi messo in risalto e commentato altre opere famose del Rinascimento, spiegandone le tecniche, ma soprattutto dandone un’interpretazione legata al neoplatonismo ed alle varie accezioni semantiche ad esso legato, come: la “La Primavera” e la “Nascita di Venere” di Boticelli, la “Gioconda” “ L’ultoma cena” di Leonardo e tante altre opere appartenenti a questo periodo.

Alla conclusione, dopo qualche domanda rivolta ad entrambi i conferenzieri, il Presidente Dr. Lodes ha evidenziato che l’Associazione Unione Italiani di Lima e’ assai attiva, forse una delle associzioni piu’ vive nel territorio limegno giacchè ogni mese si propone di organizzare almeno due o tre eventi al mese e nel mese di dicembre addirittura son stati quattro gli incontri realizzati.

Il Dr. Lodes poi ha evidenziato e ringraziato pubblicamente la collaborazione e la professionalita’ del Vicepresidente Avv. Aldo Polack e ha fatto auguri di buone feste e magnifico 2020, ricordando che il primo incontro dell’Unione Italiani di Lima sara’ a meta’ gennaio 2020, sicuramente una visione di film italiano legata alla cultura e alla storia del Bel Paese presso il locale italiano “O sole mio” a Miraflores.

Unione Italiani di Lima 

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