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Freud, Saba, l’infanzia

Il tema dell’infanzia e dell’adolescenza, che ricorre spesso nella letteratura del Novecento, trova in Saba un’espressione assolutamente originale. I fanciulli del Canzoniere non somigliano all’innocente “fanciullino pascoliano, né sono il simbolo di uno stato di felicità come nei poeti ermetici. L’infanzia è invece il luogo dei conflitti e delle lacerazioni che segnano l’intera esistenza dell’individuo.

Essa è esplorata dal poeta in funzione della ricerca della propria identità psicologica: ad essa egli ritorna ogni volta che intende indagare le cause della propria nevrosi.

Nelle poesie giovanili (1901-1907), Saba rievoca la propria infanzia di bambino triste, segnato da un doloroso senso di diversità e di esclusione. Più tardi, quando rivisita quegli anni alla luce dello scandaglio psicanalitico nel << Piccolo Berto>> (1929-1931), la condizione malinconica del fanciullino trova una genesi nella scissione tra l’impulso vitale al piacere e il cumulo di divieti, che lo aveva precocemente represso. E ciò mette in causa, inevitabilmente, i rapporti parentali, in primis quello con la madre.

Sul poeta grava il destino dell’<>, il quale aveva abbandonato la madre ancor prima della sua nascita. Perciò la colpa del padre, maledetto dalla madre, che piange alla nascita del bambino, si ripercuote sul figlio, che non potrà mai sottrarsi al senso di colpa per essere nato. Di qui l’angoscia e il bisogno di riparazione che lo opprimono.

Nel “Piccolo Berto” il poeta acquista coscienza delle conseguenze negative di tale immagine materna. Contemporaneamente il recupero della figura gioiosa della nutrice, che lo aveva felicemente allevato fino a tre anni, apre un violento processo alla madre.

Il grido di disperazione del piccolo Berto, strappato dalla madre alla nutrice, appare al poeta come il trauma originario che ha causato la propria divisione interiore e da questo punto di vista egli ricostruisce la sua infanzia: << Si frange per sempre un cuore>>.  Schioppi, tamburi, divise da soldato sono i giochi praticati presso la balia, che la madre invece proibisce. Ella gli mette << a guardia in timore>>, il mondo diventa così per il fanciullo <> e <>.

La figura dolente e severa della madre e la continua colpevolizzazione del padre impediscono a Berto di identificarsi con un paradigma maschile positivo, reprimendone ogni carica vitale: gli impulsi erotici, il desiderio di vita e di libertà sono la colpa del padre, a cui il figlio non deve somigliare. Ma a sua madre << mesta>> si oppone ora la madre <>: il ricordo dell’infanzia felice e l’istinto di piacere si aprono un varco, a sprazzi, nel fanciullo dagli occhi severi, tramite il suono di una <>.

Questo spiega lo strano legame, data l’assenza di simpatie militariste, che Saba istituisce nel Canzoniere tra eros, infanzia e mondo militare e che caratterizza tutti i “versi militari” (1908).

Non è un caso che qui la madre sia assente. Il servizio militare rappresenta la prima, imprevista, esperienza di liberazione, in cui l’adolescente può allontanarsi dalla madre senza sensi di colpa e lasciarsi prendere dal movimento della vita: perciò la vita militare diventa un <>.

La scomparsa della madre nei < è anche una liquidazione parziale dell’adolescenza che apre la strada al rapporto d’amore con Lina. Tuttavia i conti con l’infanzia non sono chiusi: i momenti di serenità e di crisi si alternano in Saba fino alla fine, nell’impossibile scioglimento di una nevrosi, che in realtà alimenta tutta la sua poesia.

Perciò la presenza minacciosa della figura materna riemerge, sia pur associata al tentativo di neutralizzarne il potere, tramite il recupero dell’istinto di piacere legato al ricordo della balia.
Saba dunque non si liberera’ mai, come egli stesso dichiara, dal piccolo Berto e dalla scissione tra pulsioni antitetiche, che proietta nelle numerose figure di fanciulli del Canzoniere.

Testo consultato:
M. Lavagetto La gallina di saba. Milano: Einaudi, 2014;
U. Saba, Il canzoniere. Milano: Mondadori, 2000

Prof. Alessio Lodes
Pordenone (Italia)     
prof_biblio_lodesal@yahoo.com        



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  • Oriundi

    Giornalismo fatto con passione