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Arte e fede raccolte in un portale

3.452.793: ammonta a questa cifra, estremamente significativa, il patrimonio di beni culturali ecclesiastici che alimenta il portale www.chiesacattolica.it/beweb , presentato ufficialmente a Roma giovedì 22 novembre.

Come ha spiegato S.E. Mons. Crociata, giunge in questo modo a conclusione un lavoro iniziato nel 1996, in accordo con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali: i gruppi di lavoro, in sintonia con l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici, hanno visto protagoniste le diocesi, le quali sono state sostenute in un impegno coerente di tutela, conservazione, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico, grazie alle opportunità offerte dall’ambiente digitale.

«Questa operazione, portata avanti dalla Chiesa – ha detto il Segretario Generale – di fatto costituisce un contributo essenziale alla cultura italiana del nostro tempo, rendendo ancora più evidente al mondo intero il carattere particolare e unico della nostra nazione quanto a giacimenti di beni culturali. Va, infine, riconosciuto come essa sia stata resa possibile anche grazie ai contributi dell’“otto per mille” alla Chiesa cattolica».

Recuperando un passaggio dell’omelia dell’allora Cardinale Joseph Ratzinger –«Tutti gli uomini vogliono lasciare una traccia che rimanga. Ma che cosa rimane?... Il frutto che rimane è quanto abbiamo seminato nelle anime umane: l’amore, la conoscenza; il gesto capace di toccare il cuore; la parola che apre l’anima alla gioia del Signore» (Omelia della Missa pro eligendo romano Pontifice, 18 aprile 2005) – Mons. Crociata ha osservato: «E che cosa sono se non segni di tutto ciò proprio i milioni di beni culturali che alimentano il portale BeWeb? Segni, espressivi di una spiritualità che nei secoli ha plasmato la vita delle persone, la loro appartenenza ecclesiale, la società e la nostra stessa cultura; segni, che ancora ci provocano a relazionarci con il mistero del reale e con il suo significato più profondo per ciascuno di noi».

È toccato, quindi, al direttore dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici, Mons. Stefano Russo, illustrare la natura di tali beni: «Si va da quelli che possono essere considerati dei veri e propri capolavori artistici a oggetti e suppellettili di carattere artigianale che comunque il più delle volte hanno un significativo valore per quelli che ad esempio possono essere gli aspetti legati alla devozione popolare. Vi sono presenti quindi anche beni di recente realizzazione a testimonianza del loro stretto legame con la comunità cristiana del nostro tempo».

Nel portale BeWeb, accanto a contenuti redazionali, è presente la possibilità di realizzare temi e percorsi; percorrendo il portale, attraverso il moderno motore di ricerca che lo caratterizza, si possono fare ricerche generiche ma anche affinare la propria indagine e comunque anche quando la ricerca è di carattere generico, il portale restituisce delle informazioni molto interessanti dal punto di vista dell’indagine riferita all’oggetto, al territorio, alla storia, agli autori e ai soggetti.