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Italianos criam o pomodoro nero, a fonte da juventude

Originário da região onde hoje se situam o Peru e o Equador, cultivado pelos incas, depois que foi descoberto pelos italianos o tomate, o pomodoro –  em latim, Lycopersicon – nunca mais foi o mesmo. Tornou-se parte fundamental e essencial de alguns dos principais pratos da culinária mais difundida no mundo. Os italianos foram criativos e descobriram diferentes maneiras de utilizá-lo, de ingrediente de molho ao desidratado, ou tomate seco.  Agora já consolidado como um alimento altamente benéfico à saúde, os italianos acabam de criar uma variedade que potencializa os efeitos positivos do produto. Trata-se do pomodoro Nero, ou Sun Black, um fruto que, quando amadurece, assume uma coloração violeta, tendendo ao preto, graças à presença acentuada de antioxidantes, importantes para combater a formação dos radicais livres e retardar o processo de envelhecimento.

O Sun Black, ou pomodoro Nero, foi concebido no âmbito do projeto inter-universitário  Tom-Anto,financiado pelo Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e coordenado pelo professor Pierdomenico Perata, pesquisador de fisiologia da Scuola Superiore Sant'Anna de Pisa. Também participaram do projeto o pesquisador Fernando Malorgio e o professor Alberto Pardossi, pela Universidade de Pisa, além de Nicola Pecchioni, por Modena e Reggio Emilia e o professor Andrea Mazzucato, por Tuscia de Viterbo.

 O Sun Black, ou pomodoro Nero, une em um único alimento os componetes nutricionais de muitos frutos.  Com o cuidado de não recorrer à tecnologia dos alimentos geneticamente modificados, a equipe de pesquisadores partiu de uma constatação: que a expectativa de vida aumenta graças à adição, na alimentação, de moléculas capazes de impedir as doenças e melhorar a qualidade do metabolismo, diminuindo o acúmulo de radicais livres.  Daí nasceu a idéia de combinar em um mesmo alimento as qualidades do tomate com os da uva preta e do mirtilo,  frutas que contém elevadas quantidades de antioxidantes.

Do cruzamento de variedades que produziram elevada quantidade de antioxidantes nas folhas, com outro que produziu pequena  quantidade do elemento na casca, surgiu o Sun Black, que já chegou ao segundo ano de colheita. Com um financiamento de 150 mil euros,  chegou-se a um resultado que poderá modificar de maneira significativa a alimentação humana

Ecco il “pomodoro nero” che combatte i radicali liberi

E’ un pomodoro ma quando matura la sua buccia assume una colorazione viola tendente al nero, grazie alla presenza degli antociani, pigmenti che si trovano in alcuni vegetali, come l’uva nera e i mirtilli.

Gli antociani sono potenti antiossidanti, utili a contrastare la formazione dei radicali liberi e, quindi, a rallentare il processo di invecchiamento. “Sun black”, come è stato ribattezzato questo “pomodoro nero”, che però conserva una polpa di colore rosso e che mantiene inalterato il sapore, è un supernutriente e può quindi garantire benefici alla salute. Si tratta del risultato di una ricerca che non ha fatto ricorso a tecnologie OGM, nella consapevolezza che tali alimenti non incontrano, al momento, il favore dei consumatori italiani.

Il “sun black” è stato concepito nell’ambito del progetto interuniversitario “Tom – Anto”, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e coordinato dal professor Pierdomenico Perata, ordinario di fisiologia vegetale alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Al progetto partecipano le università di Pisa (referenti scientifici il dottor. Fernando Malorgio e il professor Alberto Pardossi) , Modena e Reggio Emilia (referente scientifico è il professor Nicola Pecchioni) e della Tuscia di Viterbo (referente scientifico è il professor Andrea Mazzucato).

Il “sun black” unisce in un unico alimento le componenti nutrizionali di più frutti. Il team di ricercatori è partito da una constatazione: che l’aspettativa di vita è aumentata grazie anche all’aggiunta, in alimentazione, di molecole capaci di prevenire le malattie e di migliorare la qualità del metabolismo, rallentando l’accumulo di radicali liberi. E’ nata così l’idea di combinare in uno stesso alimento le qualità del pomodoro con quelle dell’uva nera o dei mirtilli che contengono un’elevata quantità di antociani, dall’azione antiossidante. Gli antociani sono infatti assenti normalmente nei pomodori. Per raggiungere l’apporto nutritivo del “sun black”, una possibile, salutare insalata dovrebbe essere arricchita dalla presenza di mirtilli o di uva nera.

Il “pomodoro nero” è ormai arrivato al secondo anno di raccolta, anche per merito del lavoro svolto dal professor Gianpiero Soressi dell’Università della Tuscia (Viterbo), che ha ottenuto il pomodoro Sun Black effettuando un incrocio tra varietà di pomdoro con caratteristiche contrastanti. Uno dei genitori di Sun Black produce piccole quantità di antociani nella buccia, mentre l’altro genitore produce elevate quantità di antociani nelle foglie. Dall’incrocio di queste due varietà è nato Sun Black, che mostra la intensa colorazione viola-nera nella buccia del frutto. Il risultato ottenuto con il “sun black” rappresenta un’ulteriore conferma della vitalità della ricerca condotta in Italia: con circa 150mila euro (finanziamento del Ministero dell’Università) è stato infatti possibile un risultato che potrebbe modificare in maniera significativa l’alimentazione umana.

Per il progetto si confermano due obiettivi: uno propedeutico rispetto alla ricerca agroalimentare e a un possibile ingresso del “sun black” nel circuito commerciale; il secondo sta nello studio dei geni coinvolti con il processo di produzione di antociani per migliorare ulteriormente, senza ricorso a ogm che non incontrerebbero l’approvazione dell’opinione pubblica, la componente nutrizionale degli alimenti.