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50 perguntas e respostas sobre cidadania italiana – Parte 1

Por Adv. Luiz Scarpelli

1. La cittadinanza a riconosciuta ai italo-brasiliani attraverso il processo al consolato o in Italia, dinanzi ai giudici e/o comune in Italia e ‘diverso da quello in cui si ottieni in Italia alla nascita?

NON. È lo stesso. Identico e con gli stessi diritti. Non esiste una cittadinanza di seconda classe, di secondo livello o parziale. I cittadini italiani nati o non in Italia, e successivamente riconosciuti, anche in età adulta, hanno gli stessi diritti.

Cioè, tutti i cittadini italiani sono uguali davanti alla legge. Poiché l’Italia fa parte dell’Unione Europea, i cittadini italiani non hanno restrizioni sulla mobilità, gli studi, l’alloggio e le attività commerciali nei paesi Schengen, per non parlare dell’Italia.

È possibile aprire le imprese, studiare, affittare una casa, acquistare proprietà, aprire un conto in banca, comprare una macchina, viaggiare nell’area Schengen senza visto e solo con l’identità italiana, hanno accesso alle scuole pubbliche, la salute pubblica, programmi sociali, alle università e alla sicurezza sociale, ecc.

2. È ancora possibile riconoscere la cittadinanza italiana iure sanguinis?

SÌ. Questo diritto è previsto dalla legge 91/1992, dalla Circolare K-28 e dalla giurisprudenza in Italia. La base di questo diritto è il principio di iure sanguinis. Il diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana si basa su prove documentali: certificati di nascita e certificati di matrimonio dell’antenato italiano nato in Italia e dei parenti nati in Brasile, nella maggioranza dei casi. Cioè il legame di sangue presente nell’albero genealogico della famiglia del richiedente.

3. Ci sono limiti generazionali per riconoscere la cittadinanza italiana iure sanguinis? 

NON. D’accordo con la legge in Italia qualsiasi persona, nata da qualche parte del mondo, nel momento in cui prova che è un cittadino o cittadina di ceppo italiano nato(a) a l’estero, ha il diritto di chiedere il loro riconoscimento. 

4. Chi ha un diritto di riconoscere la cittadinanza italiana iure sanguinis?

VIA GIUDIZIALE PATERNA (Consolati d’Italia e l’estero o Tribunale di Roma): Nipoti, pronipoti, pro pronipoti, ecc., di cittadini italiani nati in Italia oppure a l’estero, in tutte le generazioni che mantengono la linea paterna e/o materna. Cioè, la linea genealogica può avere uomini e donne, in ognuna delle generazioni, osservando bene la data: 01/01/1948.

VIA GIUDIZIALE MATERNA (Tribunale di Roma): I figli di una donna italiana o di sangue italiano sposata con uno straniero e nata prima dell’01/01/1948. Cioè, c’è una donna nell’albero genealogico della famiglia, e questa donna ha avito un figlio una figlia che sono stati nati anche prima dell’01/01/1948.

5. Come funziona la fase Brasile della preparazione dei documenti per il processo di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis?

La preparazione del processo di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, per i cittadini italiani di ceppo italiano nati a l’estero, inizia in Brasile e comprende le seguenti fasi:

1 – Prima di tutto il discendente devi cercare i certificati di nascita e matrimonio dell’antenato italiano nato in Italia, che chiamiamo Dante Causa (trisnonno/a, bisnonno/a, nonno/a, padre/madre). 

Importante: in questa fase l’aiuto della famiglia (nonno, nonna, zio, zia, cugini, cugine, amici dei parenti) con le informazioni è fondamentali, loro possono aiutare con suggerimenti. Cioè, cerchi informazioni con la tua famiglia: se loro hanno una copia di un documento antico questo può velocizzare e facilitare la tua vita. 

2 – È quindi necessario raccogliere i certificati di nascita e matrimonio di tutti gli altri discendenti dello stesso albero genealogico, che sono stati nati dopo l’antenato italiano nato in Italia, sia bisnonno/bisnonna, sia nonno/nonna, sia padre/madre) in Brasile. È obbligatorio che tutti i certificati siano in originale e nella modalità brasiliana “inteiro teor”, compreso anche la tua nascita, matrimonio e la nascita dei tuoi figli. 

Importante: tutti questi documenti (certificati di nascita e matrimonio) ottenuti in Brasile devono essere in “inteiro teor”, essendo necessario sempre ottenerli dal competente ufficio notarile e anche mettere la Apostille di Haia. Così avranno valore legale e potranno essere usati in Italia nel processo giudiziale. 

3    – Il prossimo passo è ottenere dal Ministero della Giustizia la CNN - Certificato Negativo di Naturalizzazione dell’antenato italiano nato in Italia. Questo documento è la prova che il tuo avo italiano mai ha rinunciato (molto raro) alla cittadinanza italiana. Così, resterà comprovato che il sangue italiano della famiglia ha passato nell’albero genealogico.

4    – Con tutti i documenti originali in mano è necessario analizzare il caso e fare una grossa diagnosi del fascicolo della famiglia, principalmente per confermare se esiste il diritto oppure non. L’advogado Luiz Scarpelli del Foro di Roma, che ha studiato almeno 1.000 fascicoli, fa questa analisi solamente attraverso una riunione Skype o WhatsApp, che può essere pagata tramite carta di credito direttamente qui nel nostro sito. Il valore della consulenza stragiudiziale è di 200 euro.

5    – L’advogado Scarpelli in questa riunione indicherà se esiste la possibilità di “chiedere” il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis attraverso un ricorso giudiziale nel Tribunale Ordinario di Roma, sia nella strada paterna, sia nella strada materna. Cioè, nella strada legale. 

6    – Con tutti i documenti in ordine, essendo già stati analizzati e approvati dall’advogado Scarpelli, è necessario organizzare le traduzioni in italiano, da eseguire da un traduttore giurato, in Italia o in Brasile. L’advogado Luiz Scarpelli conosce diversi traduttori giurati e può indicarti un buon professionista in Brasile e/o in Italia. Tutte le traduzioni di tutti i certificati devono essere anche legalizzate tramite la Apostille de Haia, in modo che possano essere validi in Italia. Nei casi in cui la traduzione dei certificati (nascita, matrimonio, CNN, ecc) verranno fatte in Italia, non sarà necessario mettere le apostille nelle traduzioni giurate.

7    – Una volta completate tutte le fasi precedenti siamo arrivati nel momento di muovere la giurisdizione e depositare il ricorso nel Tribunale Ordinario di Roma, e chiedere il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis dei richiedenti. L’advogado italo-brasiliano Luiz Scarpelli non lavora con la ricerca di documenti e/o preparazione di cartelle di documenti per il processo di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis. In Italia, lui fornisce solo servizi legali come advogado legalmente iscritto nell’Albo Dell’Ordine degli Avvocati di Roma, come Avvocato Stabilito, esclusivamente per i suoi clienti, dopo la formalizzazione della contrattazione dei suoi servizi legali con la firma bilaterale di un contratto di servizi legali davanti un notaio.

6. È vero che sono riconosciuti dalla Costituzione italiana come cittadini, i figli di padre italiano e/o madre italiane, cioè la base principale della cittadinanza italiana è il principio iure sanguinis?

Con questa comprensione, non importa per il riconoscimento della cittadinanza italiana, il luogo di nascita della persona, ma solo le sue origini. Potresti essere nato in Brasile, Australia, Giappone o Stati Uniti. Non importa. La chiave è il legame di sangue. Dimostralo!

In questi termini, le persone nate in qualsiasi paese del mondo, essendo comprovate discendenti di italiani, chiamate oriundi, sono cittadini italiani. Indipendentemente da quante generazioni di cittadini italiani nati a l’estero ci sono nella famiglia o quando i loro ascendenti hanno lasciato l’Italia.

7. Con il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis posso perdere la cittadinanza brasiliana?

NON. Di nessun modo! Secondo l’emendamento costituzionale della revisione n. 3 del 1994 e la Carta Magna dal 1988, non vi sono restrizioni per quanto riguarda la nazionalità multipla dei brasiliani, quando si tratta di cittadinanza originaria: iure sanguinis. Il cittadino brasiliano può chiedere formalmente la rinuncia alla cittadinanza brasiliana, però è un processo difficile, complesso e lungo. 

8. Che cosa significa il termine “salto di generazioni”?

Significa che non è necessario che i genitori brasiliani siano italiani o siano stati riconosciuti, per i discendenti chiedere il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis. Cioè, un nipote, pro pronipote o pronipote può chiedere il riconoscimento della sua cittadinanza italiana iure sanguinis senza che i suoi bisnonni, nonni e/o genitori brasiliani siano italiani.

9. Sono discendente italiani e vorrei riconoscere la mia cittadinanza italiana, ma non so dove sono i documenti dei miei antenati. dove iniziare e cosa devo fare?

Inizia chiedendo ai tuoi parenti e familiari se conoscono qualsiasi informazione dai tuoi antenati. È importante ottenere quanti più indizi possibile, come la regione d’Italia in cui è nato il tuo antenato italiano o dove è stato battezzato, la data approssimativa di nascita e il matrimonio. Quindi, è più facile sapere da quale regione d’Italia è arrivato in Brasile e sarà più facile individuare il suo certificato di nascita.

10. Avere un familiare (cugino/cugina) che è stato già riconosciuto cittadino o cittadina italiana può “facilitare il mio processo”?

SÌ. Però solamente a livello documentale. In questo caso, innanzitutto, è necessario scoprire dove questo parente ha fatto il processo: Consulato, Comune o Potere Giudiziario in Italia. Quindi, dovresti contattarlo per sapere se ha copie dei documenti. Questo aiuterà molto nella preparazione della tua cartella. E attenzione, per fare un nuovo processo sarà necessario organizzare e sistema una nuova cartella di documenti.

11. Ho sentito che coloro cha hanno la discendenza italiana da una donna, sposata con uno straniero, non hanno il diritto di riconoscere la cittadinanza italiana iure sanguinis. Questo è vero?

NON. Le donne italiane oppure le donne di sangue italiano ancora non riconosciute cittadine italiane, che hanno sposato cittadini stranieri, passano il qualsiasi tipo di situazione il sangue italiano ai suoi figli: maschile o femminile. L’unica differenza è che quando i figli sono nati prima dal 01/01/1948, la strada è sempre giudiziale attraverso il deposito di un ricorso nel Tribunale Ordinario di Roma. Altrettanto, quando i lori figli sono stati nati dopo il 01/01/1948, la cittadinanza italiana può essere richiesta anche davanti il Tribunale Ordinario di Roma nella strada giudiziale oppure nella strada amministrativa nei Consolati d’Italia a l’estero o il qualsiasi Comuni in Italia in cui la persona ha la residenza (dimora abituale). 

12. I miei genitori non si sono mai sposati, cosa devo fare se non c’è un certificato di matrimonio?

Domanda facile. In questo caso, sei considerato un “figlio o figlia naturale”, cioè è stato generato da un’unione non matrimoniale. Per la legge italiana dovrai dimostrare solo il legame di sangue con il papà o con la mamma che ha il sangue italiano. Tale condizione, la non esistenza del matrimonio, non impedisce il riconoscimento della cittadinanza italiana. Tuttavia, è importante che l’ascendente di sangue italiano ha dichiarato sul certificato di registro civile, la nascita. Nei casi in cui il dichiarante sul certificato di nascita non è il genitore che passa il sangue italiano, è necessario fornire una “dichiarazione pubblica di paternità/maternità”, rilasciata da un notaio. Inoltre, sarà necessario produrre dal registro competente il certificato negativo di matrimonio, che dimostra che i tuoi genitori non si sono mai sposati in un notaio 

13. Dopo che la cittadinanza italiana è riconosciuta, la moglie/marito ha anche il diritto di essere cittadini italiani?

SÍ. Dopo che un cittadino o cittadina è stato(a) riconosciuto(a), è possibile il coniuge richiedere la cittadinanza italiana tramite la strada matrimonio, che avvieni con la naturalizzazione come cittadino(a) italiano(a). Questo processo deve essere aperto davanti il Ministero dell’Interno e la durata è di 4 anni, con l’obbligo di provare nel momento dell’iscrizione avere il livello B1 nell’idioma italiano.

14. È sicuro cercare il riconoscimento della mia cittadinanza italiana iure sanguinis in un comune in Italia, per la via amministrativa, con assistenza di un consulente disbrigo pratiche?

Questa è una situazione di alto rischio. E la risposta nel 2020, è ovviamente non, per diversi motivi ovvie: negli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 sono stati arrestati diversi consulenti che hanno lavorato sulla via amministrativa con schemi criminali in Italia, insieme a funzionari pubblici italiani corrotti. Dopo un’intensa attività di ricerca della Polizia di Stato, hanno scoperto una grossa criminalità organizzata che lavora con la cittadinanza italiana truffata per i cittadini brasiliani in Italia. I reati commessi sono tanti, come: pagamenti ai dipendenti pubblici e di polizia corrotti, traffico di influenza, l’uso di documenti falsi, traffico di essere umani, uso di false residenze, falsità ideologica, riciclaggio, evasione di soldi, ecc. Dopo questo, la Forza dell’Ordine fortunatamente ha iniziato in tutto il paese una caccia alle streghe e un controllo molto più rigoroso. Quindi, sfortunatamente, come dice il proverbio: “Il buono paga per i peccatori”. Abbiamo anche il problema della cattiva volontà di alcuni funzionari dipendenti pubblici italiani (non tutti ovviamente) che lavorano nei Comuni in Italia, che sfortunatamente sono xenofobici e non piacciano dei cittadini brasiliani; gli abusi di diversi tipi da parte della polizia municipale e dei vigili urbani (vigilanza urbana) riguardo al controllo arbitrario della presenza delle persone nelle residenze; gli eccessi dei dipendenti pubblici italiani in relazione alla raccolta di documenti non necessari, al rifiuto di documenti in perfette condizioni, nonché al ritardo nella formulazione e conclusione della pratica di riconoscimento, senza rispettare i termini stabiliti dalla legge. Vengono create in Italia, nell’amministrazione pubbliche comunale numerose tipi di difficoltà, in particolare quando il richiedente non parla la lingua, non conosce la procedura e si trova in un altro paese senza conoscere una sola persona. Pertanto, sconsigliamo fortemente di cercare il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis nella strada amministrativa nel Comuni in Italia, poiché oltre ai problemi sopra menzionati, il cittadino brasiliano di sangue italiano può, se provata la corruzione o facilitazione nella pratica amministrativa, rispondere per corruzione e altri reati, senza sapere in  cosa è coinvolto o cosa è stato coinvolto nella sua azione in Italia, principalmente se il suo consulente contrattato è una persona scorretta. 

State moltissimo attenti al contrattare un consulente disbrigo pratiche per la cittadinanza italiana in Italia, perché la scelta sbagliata può rovinare il tuo sogno e la tua vita. Se vuoi veramente fare la pratica amministrativa di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, in Italia, fai da solo, affitti una casa, vieni a vivere nel paese, cioè, non aprire mai un processo di residenza fittizia in Italia. La verità è che la mafia della cittadinanza in Italia e Brasil ha distrutto, fino oggi, la vita di 7mila famiglie di cittadini italo-discendenti nati a l’estero.

15. Esiste qualsiasi tipo di garanzia che la residenza di qualcuno in Italia, che è stata richiesta il alcun comune, sarà accettata al 100%?

NON. Chi accetta o rifiuta la residenza di qualcuno in Italia è L’ufficiale dell’Ufficio Anagrafe del Comune dove è stata chiesta la residenza, dopo la visita e sulla base del rapporto redatto da polizia municipale (vigilia urbana). La promessa di garanzia della residenza previamente accettata in Italia è una fake news. 

OSSERVAZIONE: Queste domande e risposte sotto, sono state prodotte dall’Advogado Luiz Scarpelli dopo 5 (cinque) anni di piena attività professionale con processi di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, per centinaia di famiglie, e centinaia di cittadini di ceppo italiano nati a l’estero. Dopo aver studiato più di 500 casi e fascicoli di documenti, Scarpelli ha ricevuto esattamente queste domande nelle sue riunione con i suoi clienti di tutto il mondo!

Scarpelli Dos Santos Reis, Luiz Gustavo, advogado e cittadino italo-brasiliano che agisce per il riconoscimento della cittadinanza in Italia per i Cittadini di Ceppo italiano Nati a l'estero (Brasile, Argentina e Stati Uniti) e Legge sull'Immigrazione. È registrato in Brasile come Advogado presso il Consiglio Dell’Ordine degli Avvocati di MG, SP, RJ, ES e GO. È Membro e giurista dello IAMG - Istituto degli Advogados di Minas Gerais, Brasile. In Europa è Membro del Council of Bars and Law Societies of Europe. In Italia è Advogado iscritto come Avvocato Stabilito nell'Albo dell’Ordine degli Avvocati di Roma e nell'Albo del Consiglio Nazionale Forense d’Italia. In Portogallo è advogado iscritto al Consiglio di Coimbra dell'Ordine degli Avvocati Portoghese. Fondatore della Catena del Bene nella cittadinanza italiana su YouTube, ha aiutato più di 1.000 persone vittime della criminalità organizzata in Brasile e in Italia.

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