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Napolitano faz juramento

O novo presidente da Itália, Giorgio Napolitano, prestou juramento diante do Parlamento do país nesta segunda-feira (22), oportunidade em que leu uma mensagem aos italianos. Depois, o senador de 80 anos, ex-integrante do partido comunista, se dirigiu ao Palácio Quirinale, sede da Presidência da República, onde foi recebido por Carlo Ciampi, que o saudou destacando que "gli Italiani, che già conoscono le elevate virtù di uomo e di statista, di cui Ella ha dato prova nell'espletamento delle prestigiose funzioni pubbliche in passato affidateLe, L'hanno accolta con fiducia e speranza".

Così ha detto il Presidente Napolitano davanti al Parlamento riunito in seduta comune nel giorno del suo insediamento:

"I diritti inviolabili dell'uomo e il principio di uguaglianza, "senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione", si integrano e completano nella Carta europea -   aperta ai nuovi diritti civili e sociali. Essi non possono non riconoscersi a uomini e donne che entrano a far parte, da immigrati, della nostra comunità nazionale contribuendo alla sua prosperità". Lo ha affermato il Presidente Napolitano in un passaggio del suo discorso al Parlamento riunito in seduta comune.

"Il valore della centralità della persona umana - ha continuato il Presidente Napolitano - viene a misurarsi con le nuove frontiere della bioetica.

L'unità e indivisibilità della Repubblica si è via via intrecciata col più ampio riconoscimento dell'autonomia e del ruolo dei poteri regionali e locali.

Si rivela lungimirante come fattore di ricchezza e apertura della nostra comunità nazionale la tutela delle minoranze linguistiche".

Ha, poi, così proseguito:

"Esprimo il più sentito e convinto omaggio al mio predecessore Carlo Azeglio Ciampi per l'esemplare svolgimento del suo mandato, e in special modo per l'impulso a una più forte affermazione dell'identità nazionale italiana e di un rinnovato sentimento patriottico. Nello stesso tempo, nessun ripiegamento entro confini e orizzonti anacronistici. Come già si disse, precorrendo i tempi, all'Assemblea Costituente, l'Europa è per noi italiani una seconda patria. Lo è diventata sempre di più nei quasi cinquant'anni che ci separano da quei Trattati di Roma che portano la firma, per l'Italia, di Antonio Segni e di Gaetano Martino : e il cammino dell'integrazione e costruzione europea cominciò ancor prima, ispirato dalle profetiche intuizioni di Benedetto Croce e di Luigi Einaudi, guidato dall'incontro tra i diversissimi apporti di personalità come Alcide De Gasperi e Altiero Spinelli, lo statista lungimirante e il paladino del movimento federalista, entrambi né meschinamente realisti né astrattamente utopisti".

 "Uno speciale ricordo - ha concluso il Presidente Napolitano - per il primo Presidente della Repubblica Enrico De Nicola, che fu simbolo di pacificazione in un contrastato passaggio storico e al quale fui legato da rapporti di antica amicizia famigliare e dal comune impegno, in diverse epoche, a rappresentare in Parlamento la nostra grande, generosa e travagliata città di Napoli.

Signor Presidente, onorevoli parlamentari, signori delegati, mi inchino dinanzi a questa Assemblea nella quale si riconoscono tutti gli italiani, per la prima volta anche quelli che operano all'estero, le cui comunità hanno finalmente voce per far sentire le loro esigenze ed attese. Non sarò in alcun momento il Presidente solo della maggioranza che mi ha eletto ; avrò attenzione e rispetto per tutti voi, per tutte le posizioni ideali e politiche che esprimete ; dedicherò senza risparmio le mie energie all'interesse generale per poter contare sulla fiducia dei rappresentanti del popolo e dei cittadini italiani senza distinzione di parte".