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Italianos cada vez mais vegetarianos, segundo o Enpa

A Itália conta, atualmente, com cerca de seis milhões de vegetarianos (segundo estudo da Eurispes), por volta de 10% da população, cabendo-lhe o primado de nação menos carnívora da Europa, segundo o  levantamento que, de 2002 a 2006, viu dobrar o número de pessoas que renunciaram à “Fiorentina” (alusão a uma carne preparada tipicamente em Firenze). Se esta linha de tendência prosseguir, segundo a diretora científica do Ente Nazionale Protezione Animali – Enpa, Ilaria Ferri, até a metade do século, como prognosticou o Eurispes, será possível assistir a uma histórica ultrapassagem dos vegetarianos.

O Enpa destaca que “26% da superfície terrestre é literalmente invadida por fazendas que se dedicam à pecuária, responsáveis  18% das emissões, destruição de milhões de hectares de florestas, a perda da biodiversidade e a produção anual de 1,050 bilhões de toneladas de esterco”.

Ainda conforme o órgão protetor dos animais na Itália, gasta-se muito para produzir carne: mais de 16 quilos de forragem para produzir um quilo de carne e, segundo a Fao, 15 mil litros de água para produzir um quilo de carne, enquanto para obter a mesma quantidade de grãos são necessários apenas 2 mil litros.

O  Enpa vai além acentuando que são numerosos os estudos que demonstram a existência de uma estreita correlação entre um regime alimentar com um alto conteúdo de gordura saturada de origem animal e muitas patologias, entre as quais o câncer. Já os vegetarianos, observa o Enpa, estão menos sujeitos a doenças como diabetes, trombose, sendo capaz inclusive de previnir 97% das cardiopatias.
 

L'Enpa:

Dalla fame al riscaldamento globale, dalle malattie all’uso sostenibile delle risorse. Il vegetarismo, secondo l’Enpa e molti autorevoli studiosi – tra cui Jeremy Rifkin e Umberto Veronesi - è la chiave di volta per risolvere molte delle situazioni emergenziali del pianeta. “Solo il 20% della popolazione mondiale ha regolare accesso alle risorse alimentari – spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico dell’Enpa – mentre il 26% della superficie terrestre è letteralmente invaso dagli allevamenti, ai quali è imputabile l’emissione del 18% dei gas serra, la distruzione di milioni di ettari di foreste e la perdita di biodiversità, nonché la produzione annua di 1.050 miliardi di tonnellate di deiezioni”.

“Per mantenerli si sperpera una grandissima quantità di risorse – aggiunge Ferri –: occorrono più di 16 chili di foraggi per produrre un chilo di carne. Inoltre, stando a quanto riferito dalla Fao, occorrono circa 15mila litri di acqua per produrre un chilo di carne e appena 2mila per ottenere la stessa quantità di grano”. Ma non è soltanto una questione economica. Il vegetarismo, infatti, allunga la vita e ne migliora la qualità.

Una ricerca inglese durata 12 anni, che ha interessato un campione di oltre 60mila persone ed è stata pubblicata sul British Journal of Cancer, ha dimostrato che i vegetariani hanno meno probabilità di ammalarsi di tumore rispetto a chi mangia carne. I risultati sono impressionanti: i vegetariani hanno il 45% di probabilità in meno di sviluppare il cancro del sangue (leucemia e altri tipi) e il 12% di probabilità in meno di manifestare un qualsiasi tipo di tumore. Chi consuma molta carne – due volte al giorno, per esempio (un panino col prosciutto a pranzo e una bistecca a cena) – vede aumentare del 35% il rischio di ammalarsi di cancro all’intestino. “A molti può sembrare strano ma la carne può essere un nemico della nostra salute – aggiunge Ferri.

Sono numerosi gli studi che hanno dimostrato l’esistenza di una stretta correlazione tra un regime alimentare a forte contenuto di grassi saturi di origine animale e molte patologie, tra cui il cancro. I vegetariani, invece, non solo non vengono colpiti dai tumori dell’apparato digerente, ma sono meno soggetti anche ad altre alle malattie come diabete, trombosi, osteoporosi, artrite, malattie renali, obesità e ipertensione. La dieta vegetariana, inoltre, contribuisce a mantenere pulite le nostre coronarie e, di conseguenza, a prevenire il 97% delle cardiopatie.”

Il consumo di carne in Italia ed Europa continua a essere prevalente, tuttavia il numero di persone che si convertono al vegetarismo cresce di anno in anno. E proprio al nostro Paese, che conta oltre 6 milioni di vegetariani (Eurispes 2006) – pari a circa il 10% della popolazione - spetta il primato di nazione meno carnivora d’Europa, secondo un trend che dal 2002 al 2006 ha visto raddoppiare quanti hanno rinunciato alla “fiorentina”. “Se questa linea di tendenza dovesse proseguire – conclude Ferri - entro la metà del secolo, come pronosticato dall’Eurispes, dovremmo assistere allo storico sorpasso dei vegetariani; un sorpasso che contribuirà certamente a salvare centinaia di milioni di animali innocente, ad allungare la vita e a migliorare la salute del pianeta e delle persone."